LETTERA DEL PRESIDENTE DEL COA AGLI ISCRITTI (pubblicata su “OMNIA IUSTITIAE n. 1/2020”)

Care Colleghe, Cari Colleghi,

il momento che il nostro Paese e il mondo intero stanno attraversando per colpa di un virus subdolo e sconosciuto impone alcune riflessioni, e mi ha spinto a scrivervi questa lettera.

La grave emergenza sanitaria che ci sta interessando, infatti, si è rivelata molto più seria di quanto in molti – compresi scienziati e virologi – avevano creduto; l’epidemia da Covid-19 è diventata un vero e proprio flagello, che sta provocando gravi conseguenze nella maggior parte degli Stati e sta costringendo tutti i Governi ad adottare misure restrittive, con la conseguente limitazione di alcune delle principali libertà dei cittadini e la sospensione a tempo indefinito delle attività lavorative ritenute non essenziali.

Noi tutti – come uomini, prima, e come professionisti, poi – stiamo vivendo un momento molto difficile, che mai avremmo creduto di affrontare.

Ci stiamo accorgendo, giorno dopo giorno, di come sia cambiata la nostra vita; fino a qualche settimana fa, infatti, passeggiare tranquillamente per le nostre città, andare allo studio e ricevere persone, recarsi in Tribunale o nei vari uffici giudiziari, intrattenersi con i Colleghi per un caffè al bar, ci sembravano tutte attività assolutamente normali ed a tratti anche monotone, di cui mai nessuno avrebbe potuto privarci.

Ed invece…. all’improvviso tutto è cambiato !

Ci siamo visti costretti a sospendere quasi del tutto l’attività lavorativa, con un grave danno per la nostra professione, che – forse come nessun’altra – si basa prevalentemente sui rapporti interpersonali: relazioni e contatti che Noi Avvocati, per poter svolgere al meglio il nostro lavoro, dobbiamo quotidianamente avere con clienti, magistrati, cancellieri e con tutte quelle persone che fanno parte dell’ambiente giudiziario.

L’emergenza epidemiologica in atto sta, quindi, modificando radicalmente il nostro stile di vita, mettendo a dura prova la nostra tenuta mentale: ci sentiamo isolati, ci sembra di aver perso la cognizione del tempo e ci sentiamo privati del controllo sul nostro futuro.

Stiamo, dunque, affrontando un periodo molto complicato, sia dal punto di vista psicologico che economico, ma non è il momento di abbattersi: dobbiamo restare sereni (o almeno provarci) e guardare avanti con fiducia !

Certamente, il Decreto del Ministero del Lavoro a sostegno del reddito dei liberi professionisti iscritti a Casse private, pubblicato proprio in queste ore in cui Vi sto scrivendo, ha previsto un minimo supporto economico a favore di Noi Avvocati, in un primo momento ingiustamente discriminati rispetto ad altre categorie di lavoratori autonomi.

Ritengo, però, che le disposizioni sinora adottate a sostegno dell’Avvocatura – considerato anche il perdurare dell’emergenza in atto – non siano assolutamente sufficienti ad attenuare il pesante danno economico che stiamo sopportando oggi e, forse, continueremo a subire nei prossimi mesi.

Anche il semplice spostamento degli adempimenti fiscali operato dal Governo e il differimento degli obblighi contributivi deliberato da Cassa Forense rappresentano solamente un palliativo alle difficoltà economiche che ci troveremo ad affrontare; siamo, infatti, tutti ben consci che gli interventi sinora posti in atto non risolvono i problemi di carattere finanziario che ci vedremo costretti ad affrontare, ma li rimandano solamente ad un momento successivo.

E’ opportuno, quindi, che il CNF, organismo di rappresentanza istituzionale dell’Avvocatura, e l’OCF, nostro organismo politico, si adoperino in tutte le sedi per portare avanti le indifferibili istanze degli Avvocati italiani, curando una costante interlocuzione con le Istituzioni governative e politiche, per far sì che siano recepite le misure proposte anche da tanti COA per risollevare dalla crisi la nostra categoria.

E’ inutile nasconderVi che anche per me e per tutti i Consiglieri si tratta di un momento ancora più difficile e complicato, perché mai ci saremmo aspettati di dover gestire un’emergenza di tale portata.

Tengo, però, a sottolineare che ci stiamo tutti impegnando per affrontare al meglio le difficoltà che si presentano quotidianamente, con l’obiettivo di rendere – per quanto possibile – meno gravoso questo momento per i Colleghi, assicurando quotidianamente la nostra presenza e il nostro apporto, nel tentativo dare risposta alle innumerevoli richieste che ci pervengono.

Sin dall’inizio dell’emergenza, ci siamo adoperati a promuovere iniziative a sostegno dell’Avvocatura, sollecitando immediatamente i nostri Organi rappresentativi nazionali ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per aiutarci ad affrontare l’emergenza in atto.

Con una delibera assunta lo scorso 19 marzo, infatti, abbiamo invitato Cassa Forense a sospendere immediatamente ogni procedura di recupero coattivo dei crediti nei confronti degli iscritti ed a cancellare, a semplice richiesta, il versamento dei contributi minimi per l’anno 2020; abbiamo, altresì, chiesto di rinviare la riscossione dei contributi integrativi all’anno 2021 e di eliminare l’applicazione di sanzioni e interessi in caso di ritardato o omesso versamento contributivo.

Pur assicurando la corretta e puntuale gestione dell’Ordine, ci siamo subito adoperati per il differimento al 31 luglio 2020 del termine per il pagamento della quota annuale d’iscrizione all’Ordine (già fissato per il 31.03.2020), riservandoci – compatibilmente con le esigenze di bilancio e contabili – di intervenire nuovamente in considerazione degli sviluppi della fase emergenziale.

Contestualmente, abbiamo chiesto al Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore ed a quello della Corte di Appello di Salerno, ciascuno per le proprie rispettive competenze, di velocizzare il pagamento delle fatture dei patrocini a spese dello Stato e difesa di ufficio, sollecitando l’accredito delle somme in favore dei Colleghi.

E’ stata, altresì, invocata l’adozione di tutte quelle misure necessarie – in questa fase di quasi totale sospensione dell’attività giudiziaria – ad incrementare la produttività degli Uffici Giudiziari e delle cancellerie del settore civile.

In particolare, abbiamo invitato il Presidente del Tribunale, dottor Antonio Sergio Robustella, a sensibilizzare i Giudici perché accelerino la definizione di quei fascicoli riservati e/o trattenuti in decisione, nonché a stimolare i cancellieri affinché smaltiscano l’arretrato accumulatosi.

Il Consiglio si è fatto portavoce di tutti gli Uffici Giudiziari (Tribunale, Procura, Corte di Appello, Uffici del Giudice di pace Ufficio, UNEP, ecc.) che – in questa fase emergenziale – ci hanno trasmesso le loro varie disposizioni e i protocolli adottati per disciplinare l’attività giudiziaria in questa fase emergenziale, tenendo aggiornati in tempo reale gli iscritti attraverso il nostro sito web istituzionale.

Abbiamo, infatti, quotidianamente raggruppato tutte le comunicazioni più importanti e di maggior interesse in uno specifico spazio realizzato sulla homepage del sito dell’Ordine e denominato “EMERGENZA COVID-19”, con cui tutti i Colleghi sono stati informati (anche mediante l’invio di newsletter) in merito a tutte le misure adottate dal Governo e dai nostri Organi rappresentativi nazionali, nonché aggiornati sui rinvii d’ufficio adottati dal Giudici.

Anche in questo periodo di emergenza, abbiamo garantito il funzionamento della Segreteria dell’Ordine in forma telematica, dando la possibilità di depositare istanze e richieste per il rilascio di certificati; abbiamo, altresì, assicurato agli iscritti la fruizione dei servizi urgenti ed essenziali, come il rinnovo delle “firme digitali” e del POLISWEB, nonché l’invio di atti per il PCT.

Il Consiglio dell’Ordine, quindi, con tutte le difficoltà logistiche ed organizzative determinate dalle limitazioni di movimento imposte dalle Autorità, è stato – e sarà – costantemente vicino a tutti Voi, continuando a promuovere ogni iniziativa attuabile a difesa dell’Avvocatura, al fine di contenere quanto più possibile le ripercussioni per la nostra attività.

In questi giorni, ci siamo esposti – e forse ci esporremo anche per il futuro – a giudizi e critiche; sappiate, però, che il lavoro mio e di tutti i Consiglieri, anche in questo difficile momento, è sempre volto a tutelare gli interessi degli iscritti ed a tentare di soddisfare al meglio le esigenze della Classe Forense che ci onoriamo di rappresentare.

Affinché il nostro impegno possa produrre il massimo risultato utile è, però, necessario poter contare sull’apporto di tutti Voi: insieme dobbiamo trovare la forza e l’energia per andare avanti e salvaguardare la Nostra professione, unico ed indiscusso baluardo a tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini.

È per questa ragione che ho voluto scriverVi queste righe, rassicurandoVi – ove fosse necessario – che il Consiglio, anche in questo momento di difficoltà, continuerà ad essere vicino all’intera Classe Forense.

Concludo rivolgendoVi il mio più sincero saluto anche a nome di tutti i Consiglieri, con la speranza di tornare al più presto alla normalità e di poterVi incontrare quanto prima negli uffici del nostro Ordine o nelle aule giudiziarie.

Un sincero abbraccio a tutti Voi.

Guido Casalino

OMNIA IUSTITIAE N. 1/2020