Piano Integrato per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza amministrativa

 

Piano Integrato per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza amministrativa

 

CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI NOCERA INFERIORE

PIANO TRIENNALE INTEGRATO

PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

E

PER LA TRASPARENZA E L’INTEGRITA’

 

Redatto dal Dott. Massimo De Martino Adinolfi

(Responsabile Unico della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Amministrativa )

Adottato con Delibera del Consiglio in data 29/12/2017

 

[2018 – 2020 ]

 

Sommario
Introduzione
Sezione  1 – Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione
  1. Premessa introduttiva
  2. Riferimenti normativi
  3. Organigramma
  4. Individuazione aree di rischio
  5. Valutazione del rischio ed adozione Misure di Prevenzione
  6. Formazione e Codice di Comportamento del Personale Dipendente
Sezione  2 – Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità
  1. Introduzione
  2. Fonti normative
  3. Contenuti
Allegato A – Schema aree di rischio
Allegato B – Misure di prevenzione (suggerite)
Allegato C Attestazione responsabile della prevenzione della corruzione

 

Introduzione

La peculiarità di Ente Pubblico non Economico a carattere associativo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che non utilizza fondi pubblici e che non esercita attività sostitutiva erariale per conto dello Stato, ha determinato la scelta della redazione di un Piano Triennale integrato di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.

Infatti, i Piani integrati tra loro assolvono all’esigenza, da un lato, di prevenire i fenomeni corruttivi e, dall’altro, di rendere pubbliche le modalità operative di comportamento del Consiglio con ostensione dei dati necessari per la trasparenza dell’attività amministrativa in chiave di prevenzione della corruzione.

Per ragioni di natura pratica e per la esiguità delle attività a contenuto discrezionale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore ha nominato, nella persona del sottoscritto Dott. Massimo De Martino Adinolfi, il Responsabile Unico della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Amministrativa.

Il Presente Piano integrato si articola in 2 Sezioni separate specificamente dedicate.

 

Sezione 1

Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione

  1. Premessa introduttiva.

Il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione è realizzato in adempimento di un obbligo imposto dalla Legge n. 190/2012 esteso ai Consigli dell’Ordine con Delibera dell’ANAC n. 145/2014.

Tale Delibera è stata oggetto di impugnazione dinanzi al TAR Lazio il quale con sentenza n. 11391/2015 depositata in data 14/09/2015 nel rigettare il ricorso ha, comunque, dettato il principio generale in virtù del quale la generalità e l’astrattezza della norma di legge in questione comporta, dunque, la sua applicabilità a tutti gli enti pubblici; ma perché tale applicazione avvenga concretamente occorre che le relative disposizioni siano adattate alla natura ed alle dimensioni di ogni singolo ente.

Conseguentemente si è proceduto alla redazione del Piano tenendo conto della peculiarità del Consiglio dell’Ordine che svolge attività in favore degli iscritti all’Albo e/o Registro ed i cui componenti, sebbene eletti, prestano la loro attività a completo titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese documentate inerenti l’attività svolta.

In particolare si evidenzia che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati non è organo di governo che esercita attività di indirizzo politico, perché i compiti affidatigli dalla legge professionale sono specifici e privi di scelte discrezionali, anche con riferimento a quella parte di funzioni esercitate su delega dello Stato per le attività in favore della collettività, come ad esempio la gestione dell’ammissione del cittadino al gratuito patrocinio, laddove il Consiglio si limita ad effettuare un semplice controllo formale sulla capacità reddituale del richiedente sulla scorta del modello ISEE dallo stesso fornito. Quanto ai compiti di istituto come, ad esempio, l’iscrizione all’Albo, il richiedente deposita domanda di iscrizione corredata da una serie di documenti (Certificato idoneità rilasciato dalla Corte di Appello; certificato carichi pendenti Procura c/o Tribunale; fotocopia del documento di identità personale; fotocopia del codice fiscale) ed il Consiglio, verificata la regolarità formale della documentazione esibita, delibera, come atto dovuto, l’iscrizione.

Pertanto, tenuto conto della peculiarità dell’attività amministrativa svolta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione si sottrae ad alcune regole imposte dalla Legge n. 190/2012 per la generalità degli Enti Pubblici ed in particolare per quelli che godono di provvidenze pubbliche ovvero che svolgano attività delegata di incasso imposte o tasse per conto dello Stato ovvero di Enti Territoriali.

In particolare il Piano è stato adottato senza che siano state sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio Nazionale dei consumatori e degli utenti; né si è prevista la costituzione di un OIV per la non previsione degli enti pubblici non economici nell’art. 74 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,  recante Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Inoltre  si precisa che gli Ordini, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 2 bis, del decreto legge 31.08.2013, n. 101, non sono tenuti a mappare il ciclo della gestione delle performance né a dotarsi dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV).

Non si sono, altresì, previste, tra le misure di prevenzione, la rotazione degli incarichi per il personale dipendente perché, per la esiguità del numero dei dipendenti, il Consiglio dell’Ordine non si è dotato di una pianta organica con definizione specifica delle competenze per singolo dipendente.

  1. Riferimenti normativi
  2. A) Disposizioni relative agli obblighi di prevenzione e repressione di fenomeni corruttivi.
  3. Legge 6 novembre 2012, n. 190,  recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione“.
    b. Circolare Ministero per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione 25 gennaio 2013 n. 1 recante “Legge n. 190 del 2012 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
    c. Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni“.
    d. Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, recante “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190“.
    e. Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche“.
    f. D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, recante “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
    g. Delibera ANAC n. 75 del 24/10/2013 del recante “Linee Guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni“.
    h. Legge 27 maggio 2015, n. 69 recante “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio”.
    i. Decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (G.U. 8 giugno 2016, n. 132);

    j.  Piano Nazionale Anticorruzione 2016 pubblicato in G.U., serie generale, n. 197 del 24.08.2016.
  4. B) Disposizioni relative alla normativa di settore.
    Legge 31 dicembre 2012 n. 247 recante “ Nuova disciplina dell’Ordinamento della Professione Forense”.
  5. C) Disposizioni normative riguardanti i reati di corruzione
    Articolo 314 c.p. – Peculato.
    b. Articolo 316 c.p. – Peculato mediante profitto dell’errore altrui.
    c. Articolo 317 c.p. – Concussione.
    d. Articolo 318 c.p. – Corruzione per l’esercizio della funzione.
    e. Articolo 319 c.p. – Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
    f. Articolo 319 ter – Corruzione in atti giudiziari.
    g. Articolo 319 quater – Induzione indebita a dare o promettere utilità.
    h. Articolo 320 c.p. – Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.
    i. Articolo 318 c.p.- Istigazione alla corruzione.
    j. Articolo 323 c.p. – Abuso d’ufficio.
    k. Articolo 326 – Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.
    l.
    Articolo 328 c.p. – Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione.
  6. Destinatari del Piano

Le disposizioni del PTPC, oltre ai dipendenti, si applicano, nei limiti della compatibilità, anche ai seguenti soggetti:

  1. i componenti del Consiglio;
  2. i componenti delle Commissioni (anche esterni);
  3. i consulenti;
  4. il revisore dei conti;
  5. i titolari di contratti per lavori, servizi e forniture.

 

I componenti eletti quali Consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore (LINK) per il quadriennio 2016-2019 hanno rilasciato la dichiarazione di cui all’articolo 20 del D. L.vo 8 aprile 2013 n. 39. Non hanno rilasciato la dichiarazione di cui all’art. 14 del D. L.vo 14 marzo 2013, n. 33 nella parte in cui stabilisce la pubblicazione dei dati patrimoniali dei componenti degli organi di indirizzo. Il decreto legislativo n. 97 del 2016 ha ristretto l’anzidetto obbligo ai soli componenti degli organi di indirizzo politico di Stato, regioni ed enti locali [cfr. art. 13 lett. b), che ha modificato l’art. 14 del d. lgs. 33/2013].

Personale dipendente (link)

Soggetti nominati Componenti Commissioni istituite dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (LINK) per il quadriennio 2016-2019 i quali hanno depositato in Segreteria il proprio curriculum vitae autorizzandone la pubblicazione.

Commissione Biblioteca (LINK)

Commissione Affari penali: (LINK)

Commissione GiovaniLab (LINK)

Soggetti terzi che intrattengono rapporti con il Consiglio dell’Ordine in virtù di contratto di fornitura servizi e consulenza per il quadriennio 2015-2019 i quali hanno depositato in Segreteria il proprio curriculum vitae autorizzandone la pubblicazione.

AREA FORNITORI SERVIZI (LINK)

AREA CONSULENTI E COLLABORATORI (LINK)

Responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati ai sensi dell’art. 10 d. l.vo n. 33/2013 così come modificato dall’art. 10, comma 1,  lett. b)  d. lgs. 97 del 2016.

                                              

Componente

( nome e cognome)

Compito affidato Delibera consiliare con cui è stato affidato l’incarico
Massimo De Martino Adinolfi Responsabile: contenuto sito istituzionale quale canale per la pubblicazione dei documenti e informazioni ai sensi del presente piano, nonché della trasmissione a terzi degli stessi 22/11/2016

           

  1. Individuazione delle aree di rischio

Parte centrale del Piano è l’analisi dei rischi di corruzione che possano incidere sul regolare svolgimento dell’attività del Consiglio, seguita dalla valutazione sotto il profilo del valore di rischio e l’adozione delle misure atte a prevenire il rischio di corruzione. Tuttavia questa analisi non può prescindere dalla valutazione della peculiare attività del Consiglio che, sottratta a margini di discrezionalità amministrativa, conseguentemente, può ritenersi di difficile penetrazione di fenomeni corruttivi.

Per effettuare l’analisi dei rischi si è proceduto alla mappatura in aree delle attività del Consiglio.

 

Le aree di rischio delle attività del Consiglio interessate dalla mappatura.

  1. A) Area acquisizione e progressione del personale
  1. Reclutamento.
  2. Progressioni di carriera.
  3. Conferimento di incarichi di collaborazione esterna.
  1. B) Area servizi e forniture
  2. C) Area provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico diretto ed immediato per il destinatario
  1. Provvedimenti amministrativi di iscrizione, trasferimento e cancellazione dall’Albo Avvocati, dal Registro Praticanti, dal Registro Abilitati alla Difesa a spese dello Stato.
  2. Provvedimenti amministrativi di rilascio certificazione.
  3. Provvedimenti amministrativi di accreditamento eventi formativi.
  4. Provvedimenti amministrativi aventi ad oggetto pareri consultivi previsti per legge.
  5. Provvedimenti amministrativi di opinamento parcelle ed ammissione al Gratuito Patrocinio nel Settore Civile.
  6. Provvedimenti amministrativi di conciliazione iscritto/cliente e consegna documenti al cliente.
  1. D) Area provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto economico diretto ed immediato per il destinatario
  1. Provvedimenti amministrativi di incasso quote dagli iscritti.
  2. Provvedimenti amministrativi di pagamento verso i creditori.
  3. Provvedimenti amministrativi di gestione del recupero crediti verso gli iscritti e di assolvimento obblighi non di natura deontologica.

 

  1. Valutazione del rischio ed adozione delle Misure di Prevenzione.

La valutazione del rischio è ancorata a fattori/valori che incidono sul regolare svolgimento del processo di formazione del provvedimento amministrativo.

Poiché la valutazione deve ancorarsi a criteri obiettivi e non soggetta a valutazioni soggettivi discrezionali si è proceduto ad attribuire valori specifici da 0 a 2 ai profili  soggettivi ed oggettivi del procedimento così da pervenire alla individuazione del fattore di rischio relativo in applicazione di un parametro numerico di valore (basso=0, medio=1, alto=2).

I seguenti parametri numerici semplificati, applicati ed adattati ad ogni singolo processo deliberativo nell’area analizzata, rappresentano il criterio di determinazione del fattore di rischio relativo giusta quanto elaborato nell’allegato A.

Richiedente Valore
Requisiti vincolanti 0
Requisiti non vincolanti 1
Nessun requisito 2
Introduzione Procedimento Valore
Requisiti vincolanti 0
Requisiti non vincolanti 1
Nessun requisito 2
Istruttoria Valore
Regole vincolanti 0
Regole non vincolanti 1
Discrezionalità totale 2
Istruttore Valore
Collegiale 0
Commissione 1
Singolo componente 2
Organo Decidente Valore
Collegiale 0
Commissione 1
Singolo componente 2
Decisione Valore
Regole vincolanti 0
Regole non vincolanti 1
Discrezionalità totale 2

All’individuazione del Grado complessivo di rischio si è pervenuti attraverso l’applicazione ad ogni processo nell’analisi delle tipologie di procedimento analizzati nelle relative aree  della seguente formula matematica

(Somma fattori di rischio relativo ottenuti)*(valore massimo del fattore di rischio relativoalprocesso analizzato)
____________________________________________________________________________
(Somma fattori di rischio relativo del processo analizzato)

il cui  risultato ha consentito di classificare il grado complessivo di rischio parametrato al risultato ottenuto.

In particolare,  laddove il valore ottenuto è stato minore di 0,5, il grado complessivo di rischio è stato classificato Basso; laddove il valore ottenuto è stato compreso tra  0,5 e 1, il grado complessivo di rischio è stato classificato Medio; laddove il valore  è stato maggiore di 1 il grado complessivo di rischio è stato classificato Alto.

In atto separato, ma parte integrante del presente piano, gli allegati A e B.

L’Allegato A, ha ad oggetto i criteri di determinazione del fattore di rischio relativo applicato ad ogni singolo processo dell’area di analisi: nelle tabelle, ivi riportate,  per ciascun processo è riportato il parametro numerico del Grado complessivo di rischio che nella formula matematica che precede costituisce il valore Somma Fattori di rischio relativi.

L’Allegato B ha ad oggetto  la tabella riepilogativa con la indicazione dei valori di rischio complessivi per area con i dati relativi ai fattori di rischio ed alle Misure di Prevenzione adottate.

  1. Formazione e Codice di Comportamento del Personale Dipendente

Il Consiglio, attraverso il Consigliere Segretario, provvederà ad effettuare incontri periodici con il personale dipendente diretti ad illustrare il Codice di Comportamento e le modalità operative di svolgimento del lavoro in modo tale da evitare pericoli di fenomeni corruttivi.

A tal fine ad ogni dipendente è stato consegnata in forma cartacea ed in forma elettronica con link sul desktop del computer in uso del D. P.R. 16 aprile 2013 n. 62 recante “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” unitamente al Codice Etico elaborato dal responsabile della prevenzione della corruzione trasparenza.

Il personale dipendente è stato invitato a dare rigida applicazione al Codice di Comportamento.

 

Sezione 2

Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità

  1. Introduzione

Il concetto di trasparenza amministrativa si esplica attraverso l’accessibilità delle informazioni relative alla organizzazione ed alla attività del Consiglio,  allo scopo di renderle più rispondenti alle esigenze degli iscritti attraverso forme diffuse di controllo sulle attività istituzionali  del Consiglio e sull’utilizzo delle risorse economiche acquisite dal Consiglio con i contributi degli iscritti.

La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto d’ufficio e di protezione dei dati personali, è condizione essenziale per garantire i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

Per dare attuazione all’esigenza di trasparenza amministrativa si è fatto ricorso alla pubblicazione nel sito web del Consiglio di un apposita Sezione denominata “Amministrazione Trasparente”.

  1. Fonti normative

Le principali fonti normative per la stesura della presente Sezione al Piano Integrato sono il Decreto Legislativo n. 33/2013 e le Delibere n. 2/12 della CIVIT (ora ANAC) e n. 50/2013 dell’ANAC.

Si precisa che è stato consultato il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (G.U. 8 giugno 2016, n. 132);

Da ultimo è stato consultato anche il Piano Nazionale Anticorruzione 2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 197 del 24 agosto 2016 approvato in via definitiva dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con delibera n. 831 del 3 agosto 2016. Il comma 1, lett. a) e b) dell’art. 41 del d.lgs. 97/2016, modificando la l. 190/2012, specifica che il PNA «costituisce atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai fini dell’adozione dei propri piani triennali di prevenzione della corruzione, e per gli altri soggetti di cui all’art. 2-bis, co. 2 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai fini dell’adozione di misure di prevenzione della corruzione integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, anche per assicurare l’attuazione dei compiti di cui al comma 4, lettera a)».

  1. Contenuti

Per dare attuazione alle disposizioni di legge sul tema della trasparenza di seguito si rappresenta il percorso di realizzazione della Sezione Amministrazione Trasparente del sito web del Consiglio

La  Sezione Amministrazione Trasparente avrà un link sulla Home Page del sito web del Consiglio che trasferirà l’utente ad una pagina di indice delle singole pagine web di rilevanza specifica.

All’interno di ogni successiva pagina si potranno attingere le notizie e le informazioni ostensibili per legge nel rispetto del segreto d’ufficio e della protezione dei dati personali ai sensi del d. l.vo 196/2003.

In particolare di seguito i contenuti delle singole pagine web che verranno aggiornate tempestivamente ad ogni cambiamento dei suoi contenuti per effetto di integrazioni normative e di modifiche soggettive od oggettive ( in parentesi l’articolo di riferimento del D. L.vo. n. 33/2013). E’, altresì indicata la Sezione dell’AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE dove è possibile reperire le informazioni di dettaglio.

E’ stato adottato con delibera de 05/12/2016 apposito regolamento in merito agli obblighi di cui all’art. 5 (Accesso civico) del d. lgs. 33 del 2013 per come modificato dall’art. 6 del d. lgs. 97 del 2016.

  1. A) Atti di carattere normativo e amministrativo generale( Art. 12) – SEZIONE ATTI GENERALI (LINK)

Sono pubblicati tutti i Regolamenti emanati dal Consiglio; i provvedimenti di carattere amministrativo generale relativi alla presentazione delle domande di iscrizione o di accesso ai servizi resi dal Consiglio

Link diretti a:

  1. B) Dati concernenti i consiglieri (Art. 14) – (LINK)

La pagina web  contiene l’indicazione delle generalità dei Consiglieri eletti con la pubblicazione dei dati e documenti previsti dall’art. 14 d. l.vo 33/2013[1].

  1. C) Dati concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza (Art. 15) – (LINK)

La pagina web  contiene l’indicazione delle generalità dei Collaboratori e soggetti che prestano la loro attività di consulenza in favore del Consiglio con la pubblicazione dei dati e documenti previsti dall’art. 15 d. l.vo 33/2013.

  1. D) Dati concernenti la dotazione organica e il costo del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ( Art. 16); a tempo determinato (Art. 17); della contrattazione collettiva (Art.21)- (LINK) [2].

La pagina web riporta la dotazione organica di cui alla ultima pianta organica  approvata nonché le voci di bilancio con la Indicazione del costo complessivo del personale.

Analogamente per il personale a tempo determinato, eventualmente assunto attraverso agenzie interinali per compiti specifici e nel caso di urgenza durante il corso di espletamento del bando di concorso per l’assunzione del personale.

Infine la pagina contiene il link di accesso alla pagina dell’ARAN relativa al C.C.N.L. del personale dipendente.

  1. E) Dati relativi agli enti pubblici vigilati e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato (Art. 22)

(Non sussistono i presupposti di pubblicazione)

  1. F) Dati relativi ai provvedimenti amministrativi (Art. 23)[3]

La pagina contiene gli elenchi dei provvedimenti conclusivi dei procedimenti amministrativi, in forma schedulare sintetica, prodotta automaticamente in sede di formazione del documento che contiene l’atto, concernenti:

  1. a) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
  2. b) accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche.
  3. G) Dati aggregati relativi all’attività amministrativa ( Art. 24)

(La presente previsione è stata abrogata dal d. lgs. 97 del 2016 – art. 43 )

  1. H) Dati relativi alle concessioni di sovvenzioni, contributi e attribuzione di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati (Art. 26) con la pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiati (Art. 27) [4]

La pagina web indica le eventuali sovvenzioni in favore di associazioni per la coorganizzazione di eventi il cui vantaggio sia superiore ad € 1.000,00 con la specifica indicazione del tipo di sovvenzione ovvero del vantaggio economico con l’elencazione dei dati del soggetto beneficiato.

  1. I) Dati relativi ai bilanci consuntivi e preventivi (art. 29) – (LINK)

La pagina contiene i il link per il download dei Bilanci Preventivi e Consuntivi approvati dall’Assemblea degli iscritti.

  1. L) Dati relativi ai beni immobili e la gestione del patrimonio (art. 30)

(Non  sussistono i presupposti di pubblicazione)

  1. M) Dati relativi agli organi di controllo (Art. 31)

La pagina web contiene le generalità del Revisore dei Conti.

  1. N) Dati relativi ai servizi erogati (Art. 32)

La pagina web contiene le modalità di erogazione dei servizi e i tempi ad essi relativi

  1. O) Dati relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l’acquisizione d’ufficio dei dati (art. 35)

La pagina web contiene i dati previsti dall’art. 35 con riferimento alle attività del Consiglio.

In particolare i procedimenti amministrativi riguardanti la iscrizione all’albo ed al registro, la formazione delle commissioni, i procedimenti di ammissione al gratuito patrocinio.

Sono pubblicate le seguenti informazioni:

  1. a) una breve descrizione del procedimento con indicazione di tutti i riferimenti normativi utili;
    b) l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria;
    c) il nome del responsabile del procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale, nonché l’ufficio competente all’adozione del provvedimento finale;
    d) per i procedimenti ad istanza di parte: gli atti e i documenti da allegare all’istanza e la modulistica necessaria, compresi i fac‐simile per le autocertificazioni, anche se la produzione a corredo dell’istanza è prevista da norme di legge, regolamenti o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nonchè gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalità di accesso con indicazione degli indirizzi, dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale, cui presentare le istanze;
    e) le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino;
    f) il termine fissato per la conclusione con l’adozione di un provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante;
    g) i procedimenti per i quali il provvedimento dell’amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell’interessato, ovvero il procedimento può concludersi con il silenzio assenso dell’amministrazione;
    h) gli strumenti di tutela, amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell’interessato, nel corso del procedimento e nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per la sua conclusione e i modi per attivarli;
    i) il link di accesso al servizio on line, ove sia già disponibile in rete, o i tempi previsti per la sua attivazione;
    l) le modalità per l’effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari, con le informazioni di cui all’articolo 36 del d. l.vo 33/2013;
    m) il nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonché le modalità per attivare tale potere, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale;

La pagina web contiene il LINK PER IL DOWNLOAD dei moduli e i formulari necessari per il procedimento.

  1. P) Dati relativi alle informazioni necessarie per l’effettuazione di pagamenti elettronici (art. 36)

La pagina web contiene i dati e le informazioni previste dall’art. 5 d. l.vo 82/2005 relativamente ai pagamenti elettronici per l’erogazione dei servizi. In particolare i codici IBAN per i bonifici.

Il Responsabile Unico della Prevenzione
della Corruzione e della Trasparenza Amministrativa
dott. Massimo De Martino Adinolfi

 

[1] Con riefrimento agli obblighi di cui al comma 1, lettera c) dell’art. 14 si suggerisce di fare rinvio alla voce del bilancio che ha ad oggetto le spese sostenute per gli organi dell’Ente. Inoltre si rammenta che ai componenti il Consiglio non si applica la restante previsioni di cui all’art. 14 del D. L.vo 14 marzo 2013, n. 33 nella parte in cui stabilisce la pubblicazione dei dati patrimoniali dei componenti degli organi di indirizzo. Il decreto legislativo n. 97 del 2016 ha ristretto l’anzidetto obbligo ai soli componenti degli organi di indirizzo politico di Stato, regioni ed enti locali [cfr. art. 13 lett. b), che ha modificato l’art. 14 del d. lgs. 33/2013].

[2] L’art. 2, comma 2 bis, del decreto legge 101 del 2013 ha escluso che agli Ordini e Collegi professionali si applicghi l’art. 4 del decreto 150 del 2009 in materia di cicclo delle performance con ciò facendo venire meno gli obblighi di cui all’art. 20 del decreto legislativo n. 33 del 2013 anche per come successivamente modificato dal decreto d. lgs. 97/2016.

[3] Gli obblighi di cui all’art. 23 del d. lgs. 33 del 2013 sono stati semplificati dall’art. 22 del d. lgs. 97 del 2016 che semplifica le previsioni di cui all’articolo 23 del d. l.gs n. 33 del 2013, in tema di obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi, eliminando l’obbligo di pubblicare i provvedimenti di autorizzazione o concessione nonché i provvedimenti relativi a concorsi e procedure selettive per l’assunzione del personale e le progressioni di carriera, fermo restando l’obbligo di pubblicare i bandi di concorso previsto dall’articolo 19 del d. lgs. 33 del 2013. Inoltre, per i provvedimenti relativi alla scelta del contraente per l’affidamento dei lavori, forniture e servizi, o ad accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche viene, altresì, eliminato l’obbligo di pubblicarne il contenuto, l’oggetto, la spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento.

 

[4] L’articolo 23 del d. lgs. 97 del 2016, intervenendo sull’articolo 26 del decreto legislativo n. 33 del 2013, elimina l’obbligo della rilevazione d’ufficio e la segnalazione all’ANAC in capo al responsabile della prevenzione della corruzione in merito alla mancata pubblicazione dei dati relativi agli atti di concessione di sovvenzioni e altri contributi.

 

n° 3 allegati disponibili: